Invecchiare con creatività

Vivere e valorizzare il tempo - Parte I

A cura di Marcello Cesa-Bianchi e Carlo Cristini
con la collaborazione di Carlo Cipolli

Prefazione di Maria Rita Parsi
Introduzione di Marco Trabucchi


La psicologia positiva e lo sviluppo scientifico in ambito neuropsicologico hanno individuato nella creatività la funzione in grado di favorire un invecchiamento positivo, consentendo di affrontare in termini meno drammatici e coinvolgenti le paure più frequenti in età senile: l’abbandono, la solitudine, la malattia e la morte.

Nell’invecchiamento la creatività può esprimersi in diverse forme: scrittura, pittura, musica, artigianato, esercizio fisico-sportivo, cucina, giardinaggio, attività teatrali e di animazione, invenzione di giochi, cura di animali domestici, relazioni con coetanei e giovani, figli e nipoti. L’esercizio e lo sviluppo di queste attività aiutano gli anziani a esprimersi, a continuare a essere attivi, intraprendenti e rappresentano un fattore di salute, in termini di mantenimento e recupero.

Anche in età avanzata è possibile imparare, fare nuove esperienze, conoscere qualcosa di sé che per tutta la vita era sfuggito, dare un senso diverso ai giorni che si vivono. Può capitare che manchino le opportunità per sviluppare capacità creative ed espressive: le abitudini quotidiane conferiscono in molti anziani sicurezza e stabilità ma non li aiutano a superare le difficoltà connesse al cambiamento; essi manifestano quindi timori e resistenze nel lasciare percorsi seguiti da tempo per intraprendere nuove attività ed esperienze, per avvicinarsi a nuovi itinerari creativi.

Tutti possono essere creativi, anche i meno fortunati sul piano delle condizioni familiari, sociali e della salute, come gli anziani affetti da demenza, dove attività creative possono consentire lo sviluppo di una tendenza positiva, orientata a un programma di recupero per il contenimento delle perdite e il potenziamento delle capacità residue.